UN
PRIMATTORE, UN APRIPISTA, UN GRANDE
CHE
HA DATO LUSTRO ALLA CITTA’ DI CRISPIANO
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Premio alla carriera
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Uno
degli ex sindaci, Scialpi, in brevi pennellate ha tracciato
il profilo del premiato.
Alla cerimonia hanno partecipato anche sindaci di paesi vicini e di Crispiano.
Se a Crispiano
ci fosse un albo di “Patriae decus”, dovrebbe iniziare
con il nome di Michele.
Franco
Presicci
Premio più che meritato.
Crispiano lo ha dato a Michele Annese, per l’impegno da lui profuso
con l’intento di elevare il clima culturale, non soltanto della sua
città. Lo riconoscono in molti, anche quelli che vivono lontano
dalla Puglia. Michele Annese ha fatto davvero tanto per il
territorio: in anni più recenti ha dato vita all’Università del
tempo libero e del sapere, dove ogni settimana si svolgono conferenze
su vari argomenti, compresa la vita quotidiana di una volta.
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Annese, sindaco Serio
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Per la
cronaca, a rinverdire quei tempi è stato Vito Santoro, bravissimo
fisarmonicista e menestrello godibile. Silvia Laddomada, moglie di
Michele, che ha illustrato in diverse serate la “Divina Commedia”, e altri capisaldi della
letteratura italiana ed altri amici che hanno intrattenuto i partecipanti con interessanti argomenti storici, artistici, musicali,giuridici, sociali e psicologici. Michele, si è tenuto sempre e
continua a tenersi in disparte, per lasciare spazio agli altri. Alle
serate partecipa un pubblico entusiasta, tra cui è stato notato
spesso il poeta Salvemini, che tra l’altro è stato ospite delle
pagine del quotidiano “La Repubblica”.
Il
premio consegnato ad Annese è dedicato a tutta la sua carriera:
cinquant’anni spesi a creare, dirigere e arricchire sempre più la
Biblioteca “Carlo Natale”, e ad organizzare dibattiti, incontri
con autori di alto livello, come Alberto Bevilacqua, corsi di ogni
genere, dal cucito al computer. Michele Annese è un uomo di talento,
sensibile, altruista, che ha a cuore Crispiano e la sua gente,
incurante delle umiliazioni, dei bastoni tra le ruote. A suo tempo fu
l’anima di un grosso e prezioso volume, “Le cento masserie di
Crispiano” (oggi introvabile), strutture rurali, centri e fulcro
del lavoro contadino, architetture pregevoli, testimonianze
dell’ingegno umano. Il volume, edito nell’88 dopo anni di lavoro
tenace e intrepido, fu accolto con notevole interesse dagli
intenditori.  |
Romano Gualdi
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Contiene il profilo dei vari complessi rurali, la loro storia,
le imprese dei briganti, l’impegno per le gravine…, con un
corredo di bellissime foto di Romano Gualdi. Ripeto: lodi a Michele
Annese, che in un altro libro, “La Biblioteca di Crispiano”, ha
ripercorso la vita di quest’oasi, di cui, ribadisco, è stato
pilota per tanti anni, facendo contemporaneamente il segretario
generale della Comunità Montana di Gioia del Colle e di Mottola. Anche questa sua fatica ha un
valore rilevante, pieno com’è di testi, ritagli di giornali,
immagini, titoli., interventi, ricordi personali, insomma una
“ricostruzione” minuziosa di un tempio della cultura.
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| Bevilacqua con alcuni Collaboratori della Biblioteca di Crispiano |
Alla
presentazione, a Martina Franca, al tavolo dei relatori sedettero fra gli altri Luciano
Violante, presidente della Camera dei Deputati, l'avv. Elio Greco, presidente della Fondazione "Nuove Proposte e Franco Punzi, già
sindaco di Martina, presidente del Festival della Valle d’Itria e
cittadino onorario di Crispiano. L’evento fu
ripetuto a Crispiano, alla masseria Francesca, con altrettanto
successo.
Michele
Annese a Crispiano è insostituibile. Tra l’altro è anche una
persona che mette sempre in evidenza la costanza e la preparazione
dei suoi collaboratori, senza mai aggiungere che lui è l’inventore
delle idee, il regista, il suggeritore, il comandante della nave. E
quando un progetto viene varato da altri, incoraggia, pur stando
dietro le quinte, sostiene, consiglia, mettendo generosamente a
disposizione la sua esperienza di psicopompo, come direbbe
l’indimenticabile Piero Mandrillo.
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Ex assessore Ettorre, Annese, Serio
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Memorabile la serata alla
masseria Pilano per festeggiare il gemellaggio con la Grecia, fra
“lìmme” (mi si perdoni il dialetto tarantino) di mozzarelle e
canestri di ciliegie- ferrovia. Insomma Michele non è stato solo il
cuore della Biblioteca, dove ha realizzato davvero opere tese alla
crescita del suo contesto sociale, spesso imitato da altri in
provincia, nella regione e oltre. E per dirla tutta, era un piacere,
entrando nella Biblioteca, vedere decine di studenti con il capo
chino su libri e giornali, e persone anziane desiderose d’informarsi.
La Biblioteca ai suoi tempi era una fonte, un pozzo inesauribile, una
ricchezza di risorse. Promosse il Centro Montaliano, quindi una
estesa collezione di quotidiani e riviste, mostre di pittura,
conferenze, dibattiti… Qualcuno disse che se Michele Annese non ci
fosse lo si dovrebbe inventare. E menomale che c’è, altrimenti
fabbricare uno come lui sarebbe un’impresa ardua.
Un
brano della sua biografia non scritta. Un giorno di molti anni fa, vincitore di concorso,
decise di trasferirsi al Nord, a Torino. Ma un gruppo di concittadini
lungimiranti lo tirò giù dal predellino del treno, supplicandolo di
non intraprendere quel viaggio. Se lo avesse fatto, sarebbe
sicuramente arrivato ai vertici di una casa editrice o di una
istituzione o di altro, ma Crispiano non avrebbe avuto la “Carlo
Natale”.
A
suo tempo presi parte a una rievocazione storica messa in scena in
una masseria, dove in un angolo erano sedute donne che lavoravano
all’uncinetto o filavano; in un altro erano appostati artigiani e
artisti, uno dei quali, Mimino Miccoli, esponeva i suoi don
Chisciotte eseguiti con fili di metallo con vera arte (non è il solo
soggetto della sua produzione), mentre intorno si aggiravano uomini
possenti vestiti da briganti e con i fucili a tracolla.
Sembrava di
essere ai tempi di Pizzichicchio, al secolo Cosimo Mazzei, catturato nella gola del camino della masseria Ruggeruddo, o del
sergente Romano o di Ciro Annicchiarico. Una sera mi condusse in un
ristorante mostrandomi su una parete un enorme dipinto che raffigurava lo scontro, alla masseria Belmonte, tra la banda di Pizzichicchio e la Guardia Nazionale.(foto sopra).
Lo
definisco stakanovista. Infatti non si ferma mai, un’idea, un
progetto, una iniziativa a ritmo continuo: c’era lui dietro la
sagra delle lumache di Liuzzi, con tantissime persone accomodate ai
tavoli disposti vicino alla chiesa della Madonna della Neve a gustare
il profumo dei gasteropodi e il loro sapore. Poco prima mi aveva
accompagnato a vedere l’allevamento che lo stesso Liuzzi aveva
allestito.
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Annese,l'attore martinese Montanaro, Silvia Laddomada
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Grazie
a lui avevo cominciato a frequentare Crispiano, le sue chiese, le sue
vie, la Sagra “d’u diavulìcchie askuànde”, la chiesa di San
Michele Arcangelo, parroco don Romano, le feste, le processioni viste
sfilare dal balcone dalla suocera, Antonietta, donna bellissima e intelligente,
cordiale (ricordo i suoi sorrisi comunicativi e gioiosi), il fumo e
il profumo “de le gnumarjidde” che usciva dalle macellerie. Non
so se a Crispiano esista un elenco di “Patriae decus”, come a
Martina, ma se ci fosse, Michele Annese sarebbe il primo della lista.
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Ex assessore Frassanito, gruppo di Collaboratori, Annese
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Spesso mi sono chiesto dove trovi tanta energia e se la notte riposi
senza sognare il programma per il giorno dopo. Tra l’altro è
sempre presente alle iniziative di Martina Franca, come la Rassegna
musicale, dove viene invitato con Silvia, professoressa d’italiano,
“dea ex machina” dell’Università crispianese, che io seguo
attraverso Facebook. E lo incontro al Piccolo Teatro di Milano,
capoluogo in cui viene presentato il Festival alla presenza di
artisti, critici, giornalisti, melomani.
Michele
ha anche incoraggiato la Fondazione Nuove Proposte di Elio Greco,
commemorato in luglio in una sala del Palazzo Ducale di Martina,
occasione in cui è stato tra i relatori con Nico Blasi e Francesco
Lenoci…. Adesso ha in mente altri percorsi. Tra cui anche la
stesura di un volume.
Che
storia, la sua. |
Scialpi,ex sindaco di Crispiano-1984
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Con tutto quello che ha fatto nella Biblioteca, le
pagine dei giornali dovrebbero essere di gomma per contenerle tutte.
Se io e altri conosciamo tante masserie (la Pilano, La Monti del
Duca, l’Amastuola, la Triglie…) il merito è suo, di quest’uomo
pacato, riservato, schivo di elogi.
Benvenuto,
dunque, a questo Premio. Gli è stato consegnato sere fa nella
masseria Triglie, dove, durante la manifestazione, hanno parlato i sindaci Serio e il
sindaco Lopomo, prima dell'ex sindaco Scialpi che, rimarcando
l’attività svolta da Michele, riconosciuta in Italia, ha ricordato l’opera coraggiosa ‘Le cento
masserie di Crispiano‘.
Michele, un
motore che funziona con continuità e coraggio. C’era, nell’Amministrazione comunale chi remava contro, ha ricordato l'arch. Scialpi, ma Michele Annese
è un primattore, che con il suo lavoro ha dato lustro alla città e
ha speso la propria vita per contribuire al benessere culturale dei
concittadini e alla difesa del patrimonio storico del territorio. Michele a suo tempo ha anche ospitato in Biblioteca il
comitato per la difesa delle grotte basiliane. Una vita dedicata al
territorio; parole del sindaco Scialpi, che ha concluso con una osservazione molto applaudita: “Ci
troviamo di fronte al caso di un padre, Michele, personaggio
prestigioso, già direttore di un pianeta culturale e sociale; e il
figlio, Gabriele, consigliere comunale”. Auguri a entrambi.
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IL GRAZIE AGLI AMICI CHE HANNO VOLUTO PREMIARMI
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Annese,Serio(alle spalle De Rosa),Lopomo,Scialpi
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Doveroso dire grazie agli Amici che hanno voluto assegnarmi il "Premio alla Carriera". Certamente un piacere per me, soprattutto considerando che il rito ufficiale di fine carriera non si è celebrato, neanche per prassi, nonostante i 50 anni di dedizione, come operatore culturale in un' Istituzione, diretta alla crescita del paese e alla promozione turistica del territorio. Un motivo in più per publicizzare l'ambito riconoscimento riservatomi, per motivazioni ben più significative: condividere
i meriti attribuitimi con i tanti collaboratori, passati e presenti ,
che hanno determinato il successo delle iniziative svolte nei 50 anni di
attività della Biblioteca di Crispiano. A tanti di loro andava riservato qualcosa in più del riconoscimento "liberatorio" di fine collaborazione; con l'amico Presicci, autorevole giornalista di "testate" nazionali, che dal 30 dicembre 2015 riserva la sua seguitissima rubrica settimale a "Minerva News", con costanti riferimenti incoraggianti all'azione promotrice della Biblioteca di Crispiano e "generosi" apprezzamenti agli operatori, me compreso. Soprattutto partecipare ai Lettori la "la conquista di un premio, riferito al lavoro svolto con senso del dovere e di amore per la mia terra".
Nel corso della serata, è stato anche reso un omaggio a Franco Punzi,scomparso da poco.
Ai presenti alla serata, organizzata da un gruppo di Amici, sponsorizzata da Pino Russano, attuale gestore della masseria Triglie di proprietà della famiglia Grippa, sono stati offerti un piatto con la tipica frisella del forno "Voglia di Pane", preparata dalla madre di Pino, signora Angelina De Rosa o un panino con la salsiccia crispianese della "Macelleria di Fabio Bello". Simpatica presenza dell'attore Lucio Montanaro.
Suggestiva la conclusione della manifestazione: per
l’improvvisa mancanza della luce elettrica, il pubblico ha acceso i telefonini illuminando il buio con
centinaia di lucciole.
M.A.