QUANTA QUIETE E SILENZIO IN UN ABBRACCIO DI CASE

Il centro storico di Laino
Di fronte, a Ramponio Verna, in un’atmosfera davvero inebriante lo scrittore Antonio Fogazzaro, nel 1908 incontrò il sacerdote don Silvio Girola, con il quale si confidava. In seguito lo stesso prete mise a posto le sue carte.

FRANCO PRESICCI
E’ un paese cioccolatino, a 700 metri d’altezza, nel Comasco: un borgo antico con case abbracciate attorno a una piazzetta; un po’ più avanti, Palazzo Strozzi, testimonianza di altri tempi, dotato di una biblioteca ben fornita; e poi l’ufficio delle Poste, il municipio e villette con giardino sparpagliate su un’ampia distesa di verde. E di sentieri nascosti.
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| Centro storico |
Per i divertimenti Laino è bene attrezzato: il campo da calcio; il campetto per il gioco delle bocce; quello per il tennis e altro. Quando indossa l’abito da sposa diventa fiaba. Ma la neve viene subito ammucchiata sui bordi delle strade, assumendo forme scultoree.
Laino è riposante, ristoratore, silenzioso. Si scende per andare a Porlezza, bagnato dall’omonimo lago, dove sopravvive il ricordo di Fogazzaro, a un tiro di fionda dalla Svizzera, e si avverte la voglia di andare a passo d’uomo per ammirare altri luoghi-bomboniera, qualche bar e persone che conversano spensieratamente: passanti, vicini di casa, bambini, coppie che dalle cadenze si capisce che vengono da fuori. Per arrivare qui si attraversano una cascata, arcate di pietra, un centro commerciale, una banca... Più vicini a Laino, Pellio, Ponna, dove un signore anziano con la motosega trasforma gli alberi morti in sagome varie.
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| Lago di Como |
Per visitare Castiglione d’Intelvi bastano venti minuti di macchina. Più avanti, Casasco, con il suo Museo Etnografico con oggetti riguardanti i contrabbandieri e la loro vita sempre con l’incubo di cadere nelle trappole dei finanzieri, soprattutto quando di notte gli uomini con lo zaino s’infilavano nei boschi per andare in Svizzera a rifornirsi di sigarette. Insomma attorno a Laino o a poca distanza sorge una costellazione di centri, ognuno dei quali ha una storia. E una leggenda, un’attrattiva.
Al mattino presto, a mezzogiorno e la sera, nella valle si diffonde il suono delle campane, che suscita ricordi e nostalgia: è un suono vero, non registrato. Altrettanta nostalgia mi invade la voce di un asinello, che viene da Ramponio, accucciato con Verna sulla montagna di fronte, dove lo scrittore Antonio Fogazzaro, che andava sovente in Val d’Intelvi, incontrò nel 1908 don Silvio Girola – che svolgeva il suo apostolato a Ponna Inferiore - un sacerdote con cui si confidava. Da Verna arriva anche il rumore stridulo della sega elettrica di un falegname. Il din don provocato dal battaglio crea un’atmosfera di poesia e di pace.
A Ramponio feci un giro breve e per mietere notizie e andai al Comune, ma dovetti chiedere a un tale appoggiato a una parete come si faceva a parcheggiare la macchina sulla piazza, inclinata; e lui stesso appoggiò due sassi alle ruote posteriori.
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| Il municipio di Laino |
Al Comune m’imbattei in un paio di impiegate, belle e gentili, un’ex guardia forestale che mi dette risposte appropriate, mentre un altro mi accompagnò da un uomo di 80 anni e più impegnato in lavori di artigianato: un presepe nel guscio di una noce, un Cristo impresso in un pezzo di legno duro… Basta avere tempo e desiderio, e da queste parti se ne trovano di persone che fanno lavori interessanti, magari per hobby.
A Castiglione incontrai un signore segnalatomi da Patriarca, il titolare della ferramenta di San Fedele. Gli avevo chiesto di indicarmi qualcuno con la passione delle casette per gli uccelli, che d’inverno non hanno casa e soffrono il freddo. “Se hai pazienza fra un po’ lo vedi arrivare”. Ed ecco Francesco Pala, simpatico e allegro. Mi accompagnò a casa sua circondata da un ampio spazio erboso, dove aveva costruito una voliera per i volatili e un rifugio per le galline e i conigli; e costruiva oggetti, tra cui, come “souvenir” da regalare, animali del posto, ganci per bricolle, usate dai contrabbandieri (ai quali è stato dedicato anche un libro interessante). Aveva un pavone che si esibiva dietro suo comando e una decina di galline che gli saltavano addosso, quando era steso sulla sdraio. Le casette che costruisce sono opere d’arte, impreziosite da fregi intarsiati attorno alle finestre e sulla porticina d’ingresso. Le fa quando ne ha voglia.
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| San Fedele |
Non ho perso di vista Laino, ho soltanto deviato un pochino. Qui il visitatore si ritempra. La gente è discreta, solidale, educata. Se si va al bar si beve il caffè osservando gli uomini che giocano al biliardo. Su un tavolo fino a poco tempo fa c’era un computer a disposizione dei clienti.
Si dice che la gente di montagna sia burbera, ma non vedo musoni a Laino e nel circondario. Vi si respira aria pulita e dappertutto si avverte il profumo di rose, gelsomini, tulipani... Una tavolozza vegetale. Alle 4 del pomeriggio e la sera tardi arrivano i cervi o i daini e brucano i rami degli alberi, ma se avvertono una presenza estranea un salto e via. La volpe passeggia sul mio balcone come fosse casa sua, a volte vi dorme pure. Qualcuno afferma di aver visto una famiglia di cinghiali e due opossum, e non faccio fatica a credere. Laino rincuora, offre la possibilità di distendersi e mostra fra l’altro balconi affacciati sul.. precipizio.
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| Verna, abbarbicata sul monte |
A Laino si scopre sempre qualcosa di nuovo, che oltre a stuzzicare la curiosità affascina. Fa piacere vedere il sindaco, Cipriano Soldati preso da qualche lavoro per tenere in ordine il paese. Anche Pelvio d’Intelvi apre alla vista del Santuario di San Giorgio, la chiesa di San Michele. Insomma ovunque si vada in questa valle si hanno visioni memorabili e particolari da assimilare. A Laino si spande la varietà della natura tra cammini bordati di fiori. E che quiete!
A San Fedele acquisto le cartoline da spedire agli amici di Milano e di Taranto e il pane e l’ottima carne. Il sabato e la domenica i turisti sono tanti. Si seggono ai tavoli di uno dei due bar, uno di fronte all’altro, e chiacchierano. Uno dei due colocali fa anche da ricevitoria del lotto e mi pare che una volta un giocatore abbia rastrellato una bella cifra.
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| Da Laino la vista del lago di Porlezza |
E’ qui che do appuntamento agli amici che vengono a trovarmi da Milano. Sono venuti per un caffè li ha raggiunti un sacerdote, don Giovanni Meroni (che non è più in Val d’Intelvi per un altro incarico ricevuto). Andò fino a Crispiano, in provincia di Taranto, per sposarli. Il sacerdote promise di tornarci: gli piaceva la veduta dal mio balcone, da cui lo sguardo corre a Porlezza, al suo lago sovrastato dalle montagne che anche in primavera a volte sono innevate. Le luci che vi si accendono a Natale sono come i “piselli” dell’albero che si staglia in casa la trasformano in un sogno.
Vedere quelle luci che trepidano è una gioia. In pieno giorno, se si solleva lo sguardo un aquilotto sembra planare a poca distanza, ma riconquista il cielo e scompare, per riapparire poco dopo. Anche gli aquilotti giocano. Vorrei essere un pittore per poter trasferire Laino e il panorama intorno su una tela. Ne avrei di cose da raccontare con le opere. Purtroppo sono soltanto un artigiano della scrittura e scrivo con il cuore.









































